La scoperta
Nel penultimo viaggio fatto a Gomel, città della Bielorussia, nel novembre scorso, siamo venuti a conoscenza di un’altra triste realtà che riguarda purtroppo sempre  i bambini, vittime innocenti del disastro nucleare di Chernobyl. Si tratta di una Associazione di famiglie denominata   ” Dei Bambini Invalidi ”; molte famiglie con figli nati con handicap più o meno gravi, si sono associate per aiutarsi a vicenda, in quanto lo Stato bielorusso non da loro alcun aiuto se non un sussidio di 50 Euro al mese. Non c’è nessuna assistenza sia nel campo dei servizi sociali che in quello medico e queste mamme, con figli colpiti da gravi anomalie, si sono messe insieme per aiutarsi reciprocamente e per rendere la vita dei loro bambini meno triste e solitaria.Per questo motivo hanno affittato due locali (e pagano 60 euro mensili) dove a turno portano i loro figli per farli socializzare impegnandoli in attività  manuali (graziosi sono i lavoretti che riescono a fare con materiale povero) e motorie compatibili con i loro handicap. Inoltre, sono venute a conoscenza che a Tula, città della Siberia c’è un  centro specializzato dove due chirurghi, il Prof. BUDARENKA V.I.  e il Prof. SCISCIOV S.V.I. intervengono  con il laser sulle  distrofie muscolari con operazioni programmate nell’arco della crescita del bambino, migliorando sensibilmente i movimenti sia degli arti superiori che di quelli inferiori.         Ogni intervento costa dai 300 ai 360 euro e le possibilità economiche di queste famiglie  non permettono loro di seguire questa via  della speranza.Noi come Forum siamo riusciti a metterci in contatto con l’Amministrazione dell’Ospedale di Tula  e grazie alla Banca Valdichiana di Chiusi  abbiamo trovato il canale giusto per fare arrivare il denaro direttamente  all’Amministrazione ospedaliera.La responsabile dell’Associazione ci disse che almeno 20 bambini  urgevano di questi interventi, noi siamo riusciti  ad inviare  la somma necessaria per far operare i primi dieci della lista, alcuni di essi  hanno già subito il primo intervento di una serie che a seconda della gravità viene  programmata per il futuro; quattro di questi ragazzi saranno operati nella seconda quindicina del mese di ottobre e  novembre.Ci siamo impegnati a proseguire in questa  assistenza almeno per questi dieci, abbiamo  l’obbligo morale di non abbandonarli perché sia le mamme che  i loro figli hanno riposto  su di noi  la speranza di veder migliorare la qualità della vita dei loro figli.Di questi dieci bambini conosciamo i loro nomi, indirizzi e abbiamo anche le loro fotografie; alcuni di essi li ho conosciuti personalmente a fine Aprile u.s., quando mi sono recata di nuovo a Gomel.In quei giorni cadeva la Pasqua ortodossa: è una ricorrenza religiosa molto sentita e festeggiata da tutti  con riti ed usanze la cui origine  si perde nel tempo. Anche le mamme di questi bambini invalidi hanno voluto festeggiare con i loro figli la Pasqua riunendosi in un locale affittato per l’occasione. Hanno invitato anche noi  a partecipare facendoci trascorrere un pomeriggio carico di emozioni. Vedere come queste mamme che  io ho denominato “Madre Coraggio” riuscivano a rendere protagonisti i loro figli specie nello scambio dell’uovo colorato: se le mani del bambino non erano in grado di reggerlo e batterlo delicatamente con quello di colui che gli veniva incontro reggendosi  con un tutore o seduto in una carrozzella, erano quelle della mamma che si sostituivano a quelle disabili e  sentivi allora un brivido passarti per la schiena, ma superata l’emozione del momento, scomparivano anche gli handicap e sentivi nell’aria vibrare una gioia intensa che  si sprigionava da quelle creature che in quel momento erano una cosa sola con le loro madri.L’Amore materno fa  di questi miracoli, esso sa sublimare anche il dolore che diventa offerta di sé perché quel figlio diverso agli occhi degli altri, è la sua creatura che essa ama e alla quale  continua ogni giorno a dare la vita  supplendo con il suo amore a ciò  che manca nella fisicità. Mi sono entrate nel cuore queste mamme con il loro dolore, metterò ogni mio sforzo per aiutarle  e quando mi parlavano delle loro difficoltà economiche, 300 euro sono una cifra impossibile per loro, mi veniva in mente tutto il nostro superfluo che abbiamo fatto diventare  “necessità” e che  basterebbe  eliminarne un poco perché come diceva Madre Teresa “ tutto ciò che non mi serve mi pesa” e quante cose ci pesano! Aiutiamo queste mamme.                                                                               Speranza Panfoli