Prime azioni

Nella seconda quindicina del mese di Ottobre, mi sono recata di nuovo in Bielorussia e questa volta proprio per conoscere personalmente i bambini disabili di cui ci stiamo interessando e che hanno già subito i  primi interventi chirurgici presso l’ospedale di Tula in Siberia. Prima di questo ultimo viaggio conoscevo i loro nomi perché per inviare il denaro necessario per l’operazione  bisogna comunicare tutti i dati riguardanti i bambini indicati nella lista di attesa: potevo solo immaginare il loro volto, il colore degli occhi, ora invece li ho visti tutti e quattordici (questo è il numero dei bambini che fino ad ora siamo riusciti a seguire); ho conosciuto Maria, fragile bimba  di sette anni i cui occhi  sembrano un pezzettino di cielo; il suo piedino “torto” che non  le permetteva di camminare, ora è raddrizzato ed anche se la deambulazione è ancora incerta, sicuramente con il prossimo intervento riuscirà a  camminare da sola, Maria  mi ha regalato un piccolo fiore fatto con le sue mani: minuscoli corallini di vari colori formano i petali di questo graziosissimo fiore che si ispira ad una leggenda russa. Poi ho conosciuto Anna che passa le sue giornate distesa su un divano perché le sue gambine rattrappite non le permettono neppure di stare seduta (l’intervento che subirà il 10 dicembre prossimo dovrebbe aiutarla a piegare la schiena); le sue mani si agitano continuamente e insieme a quel sorriso che ha sulle labbra ti  comunica tutto ciò che solo i suoi occhi tanto espressivi ti trasmettono. Anna ama la musica  e quando la sua mamma ha suonato per lei un brano alla fisarmonica tutto il suo corpicino vibrava di gioia: è l’unico modo che ha per comunicare perché è anche priva della parola.

C’è poi Angelina piccola bimba di quattro anni le cui gambe non riescono a sostenerla che si è messa a giocare con me e poi ci sono Yuri, Sascia, Vasili, Igor, Dima, Elena, Mischia Alexsander, Iaugheni, Tania,Genia, tutti li ho visti e salutati e ne conosco la storia. Storie dolorose, alcune anche di abbandono di padri che di fronte ai problemi di un figlio invalido, si dileguano lasciando alla madre tutto il peso della situazione familiare e quel dolore dentro che non può essere neppure condiviso perché non hai nessuno a fianco. “Madre  coraggio” le ho chiamate queste mamme già dalla prima volta che ho conosciuto la loro Associazione. Mi porto dentro il dolore di queste mamme che in situazioni così precarie, anche dal punto di vista economico, si sentono impotenti ma l’amore per le loro creature così bisognose di tutto, le spinge a cercare ed a sperare che qualche “miracolo” si compia per il bene dei loro figli. Mi sento moralmente impegnata di aiutare queste mamme e per quanto mi sarà possibile condividere con esse  le loro difficoltà. E’ questo il motivo per cui chiedo la solidarietà degli altri “Comitati del Forum”: insieme potremo non deludere queste mamme che hanno visto aprirsi nel loro buio una piccola luce di speranza.. Possiamo pensare anche ad una forma di adozione a distanza come sta facendo una Famiglia del nostro Comitato che ha preso a seguire Angelina impegnandosi a sostenere la spesa di tutti gli interventi che in seguito saranno necessari: ha già versato la prima somma per l’intervento a cui Angelina sarà sottoposta il 10 dicembre prossimo. I modi per aiutare questa Associazione, che finora registra ben 314 bambini invalidi, di cui 94 sono paralizzati, possono essere diversi l’importante  è raccoglier il loro appello.

Sono ripartita da Gomel portandomi nel cuore  e il dolore di queste mamme  e il volto dei loro figli e una tristezza sottile ha pervaso il mio animo e neppure lo splendore delle betulle cariche di quell’oro antico di cui sono capaci di  rivestirsi  quelle fragili foglie, che contrastano quasi in modo violento con il verde cupo degli altissimi abeti, hanno contribuito  a togliermi la malinconia che mi portavo dentro, perché mentre traversavo quel paesaggio splendido  nei colori autunnali mi appariva il volto di Maria, di Angelina, di Tania e  di tutti gli altri…….

                                                                      Speranza Panfoli